Note storiche
Il termine “Paranza” indica un’imbarcazione italiana tipica dell’adriatico
centrale. La Paranza come tutte le barche popolari era il risultato di
una completa evoluzione storica e dell’adattamento strutturale alle
esigenze dettate sia dall’ambiente che dall’impiego. Di dimensioni
comprese tra i 7 e i 16 metri, lo scafo piuttosto tozzo e quasi piatto
di carena in corrispondenza della sezione maestra, era caratterizzato
dalla ruota di prua curva e retroflessa, con l’estremità foggiata a
“berretta” , e dal dritto di poppa leggermente inclinato e sporgente
verso l’esterno. Un’altra nota distintiva era rappresentata dal profilo
e dalla forte struttura del mascone, dall’infossatura del relativo
capodibanda e dalla tipica successione di bitte. Gli occhi di prua,
sempre presenti, erano di norma scolpiti a rilievo e applicati. L’enorme
timone a “Calumo” pescando molto al di sotto della chiglia svolgeva
efficacemente anche la funzione di deriva stabilizzatrice, in genere la
carena delle imbarcazioni che venivano tirate in secca sulla spiaggia
era munita di due spesse lame o chiglie laterali, destinate sia a
facilitare l’alaggio sia ad equilibrare lo scafo. Dotata di forte
bolzone, la coperta presenta un’insellatura relativamente modesta. Già
documentata nel basso adriatico intorno alla metà del XIX secolo , la
Paranza armava, in origine, un albero a calcese con vela latina inferita
ad una lunga antenna, realizzata in un solo pezzo. Tale attrezzatura fu
progressivamente sostituita dalla più maneggevole vela al terzo, di
tradizione alto adriatico. |