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Natante di forma quasi rettangolare (da cui il nome quattro assi),
utilizzata per la pesca e per il trasporto in acque calme con fondi
paludosi. Una volta per la costruzione si utilizzava
il legno di castagno e chiodi quadri in ferro dolce; oggi invece il fondo
è in larice e le fiancate di abete, mentre i chiodi sono di rame. La
conservazione dello scafo era assicurata spalmandolo ogni anno con olio di
catrame in primavera. La semplicità di realizzazione e il basso costo ne
hanno permesso la sopravvivenza fino ai nostri giorni. La manovra era di
due tipi: in acque basse e paludose, tra canneti e fondali sabbiosi, con
un palo per far forza sul fondale e spingersi avanti; in acque più
profonde con la spinta di due remi e si remava in piedi, guardando verso
prua (alla veneziana). In caso di necessità, grazie alla maneggevolezza
dello scafo, la manovra poteva avvenire con una sola mano, lasciando
libera l’altra per il lavoro; ciò ne faceva una barca idonea anche ad un
solo pescatore. La poppa aveva il fondo lievemente rialzato, per ovviare
all’effetto dei vortici durante la vogata. I colori maggiormente
utilizzati erano il nero di pece, ma anche il grigio ed il verde scuro
perché permettevano un buon mimetismo. |